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Era l’anno
1911, quando per iniziativa di pochi concittadini sorgeva la “Società
Anonima” per la costruzione ed esercizio di un Teatro Sociale in
Agnone con capitale di L. 16.000 risultante da 32 azioni di L. 500 ciascuna
e di L. 12.803 versate dalla Società Unione e Beneficenza di Buenos
Ayres per la fondazione di un ospedale in Agnone e invertita, in vista
della mancanza di capitali necessari, per la costruzione del Teatro, e
di L. 12.000 date dal Sig. Ruggiero di Paola residente a Buenos Ayers,
con l’obbligo di versare annualmente all’asilo infantile lire
trecento.
Diverse vicende amministrative – comunali e le solite ragioni
di gelosie e dispetti personali non resero possibile la costruzione del
teatro né su una porzione di suolo dell’ex Palazzo Vescovile,
attiguo al Circolo di Conversazione, né all’orto di S. Francesco,
né a Maiella e si finì con l’acquistare il suolo ai
giardini che sono dietro l’ex Portico di Toro, in vicinanza della
Chiesa di Sant'Emidio. Si iniziò con molto entusiasmo e con la
certezza di mettere su in breve tempo un teatro in piena regola, fornito
di tutto quanto s’addice e necessita per un ampio teatro moderno.
Senonchè spendendo lire 55 mila o poco più non si riuscì
ad avere un gran vano, chiuso fra quattro immense muraglie, un embrione
di palcoscenico, un tetto tipo parasole e il solo soffitto alla sala.
Ciò perché le fondazioni profondissime nelle abissità
di un terreno prive di roccia richiesero una spesa ingente. Gli azionisti
si sentirono un po’ sconfortati, e nello stesso tempo |
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sfiduciati,
preferirono non rischiare, serviva altro denaro per poter fare quei lavori
indispensabili che rendessero almeno possibile usare e sfruttare in qualche
modo il locale. Intanto non si pagavano le 300 lire annue all’Asilo
Infantile e l’Amministrazione dell’Istituto si sentì
nel diritto di adire l’autorità competente. Il locale, sorto
per essere un teatro, correva il rischio di essere venduto per diventare
un’officina o un grande magazzino.
Ma a tempo le due benemerite banche agnonesi, L’Operaia e la Sannitica,
pregate e premurate da alcuni azionisti, sottoscrissero ciascuna sette
azioni e così l’amministrazione dell’anonima società
teatrale potè togliere qualunque pendenza con l’Asilo, pagandogli
oltre 2000 lire per quote arretrate e spese. Salvato il locale, rimaneva
la necessità di metterlo nella condizione di poter funzionare da
teatro e da cinema, ma essa non era più opera degli azionisti sempre
sfiduciati e timorosi di investire altro denaro. Quindi per l’interessamento
di pochi di essi, superate le laboriose trattative e le immancabili difficoltà
contrattuali, si venne nella determinazione di concedere il fabbricato
per 15 anni ai Sigg. Secondino Lastoria, Alessandro Cacciavillani, Franco
rag. Sabelli e Ettore rag. Porfilio con l’obbligo di farvi il pavimento
e altri lavori, tali da trasformare il vano in una sala adatta per compagnie
teatrali. E il nuovo quadrunvirato sociale, privo di titubanze, ma con
spirito di attività giovanile, si mise all’opera e in pochi
mesi fece del suo meglio per fornire Agnone di un elegante e vasta sala,
con un ordine di palchi capace di contenere oltre mille spettatori.
Il Teatro, sotto il nome di Politeama Italo-Argentino fù inaugurato
il 14 Ottobre 1911 con la compagnia drammatica italiana, diretta dal Sig.
Carlo Titta. Dopo la gestione di tante Compagnie, tra le più recenti
ricordiamo la Società Cooperativa “I Dioscuri A.R.L. di Roma"
(1992/1994); La Nuova Compagnia del Teatro Italo Argentino (1995/2000);
Compagnia Stabile Alto Molise (2000/2005), subentra la Nuova Associazione
denominata “Amici del Teatro Italo Argentino” costituita il
6 Maggio 2005 con oltre 150 soci tra fondatori, benemeriti e ordinari
che grazie al loro contributo hanno dato la possibilità di effettuare
lavori di ristrutturazione . |
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